IL NULLA CHE AVANZA

… In quest’epoca di bassa fedeltà e altissimo volume il rumore allucinante delle radio non ci molla mai; quanti cantanti musicisti arrabbiati che farebbero meglio a smettere di fumare. Brutta produzione altissimo consumo, La musica è stanca, non ce la fa più, quanti cantanti di bella presenza che starebbero meglio a fare compagnia…

Un artigiano del Sapere, il maestro Battiato, musicista, poeta, filosofo, artista poliedrico affronta spesso il tema della musica come vena critica non distruttiva ma dura. Ogni anno l’evento musicale dell’Italia che consuma, il Festival di Sanremo, arriva sempre carico di polemiche. Quest’anno è toccato ad Amadeus finito sotto il bersaglio delle critiche reo di essersi  fatto il segno della croce prima di scendere la scalina del celebre teatro Ariston. Che poi che male c’è ad affidarsi all’Inviolato in una fase storica di profonda crisi non solo sanitaria? In prima linea l’ Unione atei razionalisti agnostici  espressione del laicismo militante, in forme al limite del grottesco, a cui si affianca  Foad Aodi  presidente della Comunità del mondo Arabo in Italia secondo il quale “Amadeus avrebbe dovuto pensarci bene prima di fare un gesto simile”.

Cosa avrà mai fatto di grave? In uno Stato, seppur laico, dove la Tradizione cattolico-cristiana ha rappresentato duemila anni di storia ricordare e ricordarsi chi siamo è un gesto oltraggioso?  A detta dei soliti radical chic la motivazione di questo attacco è che  Amadeus avrebbe violato i principi della laicità… Le solite “Bombe intelligenti” che uccidono gli uomini ma salvano gli scoiattoli (con tutto il rispetto per gli scoiattoli, si intende) Qui non possiamo che rilevare  come la laicità che in teoria vorrebbe tutelare il pluralismo religioso, sia diventata una vera e propria antireligione o religione fondata sul rifiuto della trascendenza, unita all’abiurare dei più della propria identità europea. I tanti, ormai drogati da un mainstream manipolatore, dimenticano che il ruolo del Cattolicesimo nella civilizzazione europea è stato enorme sotto poliedrici aspetti.  E’ evidente, quanto tale ateismo militante, che a parole vuole tutelare la diversità delle diverse religiosi, ha finito per essere sposato dal mondo mussulmano, che notoriamente è persino più intransigente nel non disgiungere la dimensione religiosa con quella pubblica. L’appunto di Foad Aodi, Presidente della Comunità del mondo Arabo in Italia, parte  da motivazioni opposte da quelle degli atei e sostiene che essendo il palco di Sanremo una realtà estremamente variegata Amadeus doveva essere super-partes. Quot capita tot sententiae ci ricordano i Latini!

Il gesto del popolare conduttore non appare poi limitare le “libertà religiose”, volendo veramente essere neutrali. Potrebbe apparire evidente una interpretazione diversa in chi ha voluto sollevare tale polverone: forse non siamo di fronte ad un garantismo inevitabile in una società di fatto multireligiosa, ma di una vera e propria guerra alla religione. L’invito è, dunque, rivolto a tutti quegli uomini mossi da Credo religioso a difendere Amadeus nel desiderio moderato di smorzare quanto, in modo pittoresco, avanza questa realtà di ateismo integralista che è poi la tendenza dominante del mondo Liberal.

Va detto che il mondo Liberal, ha spesso metodi più raffinati del “Unione atei razionalisti agnostici” e si caratterizza come un’infiltrazione del “verbo” Liberal in plurisecolari tradizioni religiose, raggirando sprovveduti, a volte in cattiva fede, pronti a cercare una pseudo religione su misura per il loro nichilismo.

E’ indubbio che l’identitarismo, è non solo un neo-nazionalismo ma un nuovo clevage che oppone Homo Religiosos contro il nichilismo, ovvero l’ Uomo contro la disumanizzazione.

Non si tratta quindi solo di difendere il retaggio Cattolico come Identità o la propria Fede per chi segue l’ insegnamento di Santa Romana Chiesa, ma insieme ovviamente a questi aspetti  mettere al centro la questione antropologica religiosa contro la dittatura del Relativismo. E’ il caso di dire che non se ne può più di tutto ciò! Siamo Uomini proiettati al Futuro ma non dobbiamo mai commettere l’errore di abbattere il solco della Tradizione.

Il Talebano ha sempre difeso strenuamente l’Identità del Uomo come mediatore tra Cielo e Terra. Abbiamo dialogato anche con la componente del mondo islamico più affine all’identitarismo e sovranismo, e ci stupisce vedere che chi sostiene la Sharia  si presti a portare acqua al mulino del peggior ateismo pensando di poter tutelare la propria Fede.

Non proponiamo un sincretismo ecumenista. Non discutiamo sulle diversità dottrinali. Non appare questa la sede per un dialogo inter-religioso serio (che non è mescolare fedi senza criterio). Il desiderio che ci muove è dimostrare che l’identitarismo è prima di tutto una questione antropologica.

All’orizzonte, molto vicino quasi palpabile, si realizza un nuovo clevage politico culturale: Homo Religiosos contro il Nulla.

A voi la scelta!

Paolo Guidone

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