TALEBANI VS DARWIN: IL VOSTRO REGALO DI NATALE

La teoria biologica nota come evoluzionismo, secondo cui la vita avrebbe attraversato un percorso, per l’appunto, evolutivo e progressivo fin dalla sua comparsa sulla Terra e che ha preso le mosse nel XIX secolo dagli studi del naturalista britannico Charles Darwin, è oggi considerata un sostanziale dato di fatto. Per la maggior parte delle persone (e per i programmi scolastici) l’evoluzione della specie è una traiettoria in linea rette con poche delle “fermate” fisse: il “brodo primordiale”, i pesci, i rettili e i dinosauri quindi i roditori, i mammiferi, le scimmie e, infine, l’essere umano. Quello che, però, non tutti sanno, è che non tutti condividono la prospettiva evoluzionista.

Nel movimento anti-evoluzionista, che non va confuso in toto con il creazionismo, si sostiene che il darwinismo e le altre scuole di pensiero non abbiano, a proprio supporto, delle reali prove scientifiche. Tra i principali esponenti di questo movimento culturale c’è, in Italia, il sociologo Fabrizio Fratus, autore di diversi saggi in materia, l’ultimo pubblicato (“Chi siamo e da dove veniamo? Le domande che tutti noi dovremmo farci) da pochi giorni e scritto a quattro mani con Lorenzo De Bernardi. Un titolo, dunque, che è anche una domanda. Anzi, due. Alle quali, come spiega lo stesso Fabrizio Fratus, “una risposta soddisfacente ed esaustiva non è ancora stata data da nessuno dei più grandi pensatori della storia. Certamente Dio che si è fatto uomo ha potuto rivelarci la Verità. Tuttavia, al di là del credo, nell’esporre determinate tesi è opportuno assumere un approccio non fideistico, ma scientifico, altrimenti, mantenendoci sullo stesso piano del materialismo, che tramite Darwin si è proclamato scienza, diventerebbe assai più arduo dimostrare l’inconsistenza dell’ideologia evoluzionista. E questa è la linea che abbiamo voluto tenere nel libro: forse in questo modo non daremo una risposta esaustiva a questi quesiti, ma molto probabilmente risveglieremo quelle idee che, come sosteneva Platone, albergano nell’Iperuranio”.

Proprio per evitare un approccio fideistico alla critica dell’evoluzionismo, la scuola di pensiero cui fanno riferimento i due autori è quella dell’Intelligent Design. A spiegare quali siano le differenze con il puro e semplice creazionismo sono loro stessi. “Innanzitutto – dicono – dobbiamo precisare che stiamo considerando due piani diversi. Come abbiamo accennato poco fa, il creazionismo si fonda su un approccio fideistico. L’intelligent Design è una teoria alternativa al darwinismo che si appoggia invece sul metodo scientifico. Afferma, in sintesi, che alcune caratteristiche dell’universo e degli esseri viventi sono frutto di una causa intelligente e non di un processo casuale. L’intelligent Design non si limita ad un pensiero secondo cui, non potendo dare una spiegazione scientifica ad un determinato fenomeno, ne attribuiamo l’origine, andando per esclusione, ad un’intelligenza superiore. Si basa invece su argomentazioni positive ed empiriche, nonché un sistema di causa-effetto. Se l’effetto è la creazione di nuove informazioni, allora è inevitabile che esse siano create da un’intelligenza superiore. L’inferenza al progetto intelligente è basata su una robusta e convenzionale metodologia scientifica, che utilizza il metodo storico o abduttivo (Lyell, Chamberlin, Darwin, Peirce) e deduce la migliore spiegazione rispetto a molteplici ipotesi concorrenti (Lipton, Heuer)”. 

Diversi sono gli spunti di critica all’evoluzionismo. “Quando si leggono le interpretazioni dei dati forniti da studiosi e scienziati evoluzionisti – spiegano ancora Fratus e De Bernardi – si ha subito un momento di difficoltà a causa delle argomentazioni sempre di tipo interpretativo e senza prove sostanziali a sostegno della tesi sostenuta, inoltre vi è una presunzione e arroganza che contraddistingue la maggioranza dei difensori dell’ortodossia neodarwinista. E’ una scuola di pensiero e di accademici che non solo è, ma ha la presunzione di non doversi confrontare con nessuno di coloro che, con prove e fatti, obietta sulle considerazioni e le valutazioni a sostegno di una ipotesi obsoleta ed antiquata di fronte a nuove scoperte nel campo della genetica e della biologia molecolare. Va inoltre specificato il potere mediatico della scuola neodarwinista intenta con maestria e devozione a mescolare le carte e le differenti scuole attive nel contrastare il dogma materialista trasformatosi in scienza a termine a metà ‘800 grazie al lavoro del noto Charles Darwin. Spesso sentiamo dire che non vi sono scienziati non evoluzionisti, questa è una fandonia assolutamente falsa, da ormai anni sono tantissimi coloro che hanno preso le distanze da una ipotesi mai provata e assolutamente infondata. Non esiste prova empirica, sperimentale che possa provare la veridicità di quanto supposto da Darwin, non è possibile una falsificazione e come disse Popper è solo una congettura. Sui giornali e periodici vengono presentati titoloni che specificano scoperte a conferma dell’evoluzione della specie. Ma in realtà sempre si tratta di una selezione interna alla stessa specie, non compaiono mai nuovi organismi e un pesce resta sempre un pesce, un rettile sempre un rettile, un uccello sempre un uccello. Le famiglie di appartenenza sono ben specifiche, all’interno delle stesse famiglie troviamo molteplici specie che possono variare perdendo informazione genetica. Ma noi siamo educati a credere a Darwin e alla sua scuola, tutto inizia a scuola con un percorso formativo falso, ci viene insegnato che Lucy è l’antenato degli uomini ma in realtà era solo una scimmia. Nei testi troviamo la ricapitolazione genetica, il famoso disegnino degli embrioni che riprodurrebbero tutto il percorso evolutivo. Una frode di Ernst Haeckel il genetista tedesco che manipolò i disegni. Il famoso esperimento di Stanley Miller sull’origine della vita, altra stupidata che vorrebbe fare credere a tutti gli studenti che la vita sia sorta da un brodo primordiale. Perché gli scienziati evoluzionisti non tolgono queste falsità dai libri di testo?”

Nel corso degli anni, Fabrizio Fratus si è confrontato anche con diversi sostenitori dell’evoluzionismo. Tra questi Piergiogio Odifreddi.  “Sono quasi vent’anni di attività antievoluzionista – spiega – in questo lungo tempo ho avuto modo di tenere convegni in Italia come all’estero. Ho avuto diversi scambi con professori evoluzionisti, anche di importanza internazionale, con lunghi scambi di e-mail, le conservo a mi capita di rileggerle. Una mattina aprendo la posta del comitato antievoluzionista trovai una lettera a firma di Piergiorgio Odifreddi, mi scriveva in risposta a un mio articolo e cordialemnte mi poneva sette problemi relativi a quanto avevo scritto. Tra le motivazioni vi era l’equazione di Hardy e Weinberg, per il professore la testimonianza della scientificità delle tesi darwiniste. Non essendo un matematico contattai subito un fisico con cui collaboravo da anni, Pier Maria Boria e gli posi la questione chiedendo a lui cosa ne pensasse. Dopo un paio di giorni potei rispondere a tutte le sette considerazione di Odifreddi e presentando i calcoli del professor Boria dimostrare come il principio di Hardy e Weinberg invece di confermare l’ipotesi darwinista la affossava. La matematica è una scienza esatta, spedii al professore Odifreddi la lettera di risposta. Non ho ricevuto più nulla da parte sua. Il libro che abbiamo appena pubblicato è un’introduzione a diverse questioni, pone domande e presenta risposte ma il suo scopo è quello di fare pensare”.

Cristiano Puglisi per il suo blog

2 Commenti su TALEBANI VS DARWIN: IL VOSTRO REGALO DI NATALE

  1. Agostino Venturini // 23 dicembre 2020 alle 15:52 // Rispondi

    “… il suo scopo è quello di far pensare:” Splendida chiusura, che dice già che i lettori di questo libro saranno pochi, e me ne dispiaccio. Io intanto l’ho ordinato e sicuramente lo leggerò con interesse proprio perché mi permetterà di mettere in moto qualche segreto angolo della mia mente e cercherà di aiutarmi a dare una risposta, o almeno a fare un po’ più di strada verso essa, alla domanda che da tutta la vita mi pongo. Cordiali saluti, Agostino Venturini

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  2. Salve, complimenti per l’impegno nel trattare argomenti scientifici e filosofici con serietà e contenuti interessanti. Ho iniziato a seguirti proprio perché incuriosito da un tuo articolo, precedente a questo, relativo all’analisi dei fossili attribuiti dalla scienza ufficiale ad ominidi ritenuti antenati dell’uomo. Nella tua analisi facevi notare come poteva in effetti esserci stata in passato una certa forzatura, da parte degli evoluzionisti, a far passare per proto-uomini delle semplici scimmie. In merito all’articolo di oggi, mi sento di segnalare -cosa probabilmente già a te nota- che esiste una petizione on-line dove oramai più di mille scienziati di tutto il mondo dissentono da Darwin e dal neo-darwinismo (https://dissentfromdarwin.org/). Inoltre mi è difficile bollare come “lettura da strambi” il libro di Cremo e Thompson “Archeologia Proibita”. Scusa per la mia forse non del tutto appropriata “intrusione” e grazie per lasciarmi partecipare al dibattito su un tema che ritengo, come l’autore del libro da te citato, di fondamentale importanza per l’evoluzione(in questo caso intellettuale) della razza umana.

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