E’ TUTTO UNA PROIEZIONE DELLA TUA MENTE

“Oggi l’ansia di una intera popolazione si sta concentrando su come tenersi alla larga da questo maledetto virus. Nessuno o quasi riflette che noi, in ogni momento, siamo immersi in un ambiente saturo di innumerevoli virus, germi e altri agenti potenzialmente patogeni. E in questi giorni, quasi nessuno ci dice che se non ci ammaliamo è grazie al nostro sistema immunitario il quale può essere compromesso, oltre che da una inadeguata alimentazione e da uno sbagliato stile di vita, dallo stress, che può nascere anche dallo stare in spasmodica attenzione di ogni ‘notizia’ sul Coronavirus regalataci dal web e TV. Non vorrei quindi che questa psicosi di massa faccia più danni dell’ormai famigerato Covid-19”. A mettere nero su bianco queste parole, in una lettera aperta ai genitori italiani, inviata già nel mese di marzo 2020 alle agenzie di stampa, era stato il virologo Giulio Tarro, noto per il suo impegno in prima linea contro l’epidemia di colera che colpì Napoli negli anni Settanta. Una posizione, quella del noto medico, che lo stesso ha continuato poi a sostenere.

Una posizione che spalanca la finestra, tuttavia, su un ulteriore e non banale interrogativo: il pensiero può influenzare e modificare la realtà? E se sì, come? Tale argomento, in Italia, è stato per la prima volta affrontato con un saggio dedicato da Edgardo Marziani. Nato a Tradate, in provincia di Varese, il 28 marzo 1965, Marziani è un medico con diverse specializzazioni, tra cui Pediatria, Neonatologia e Patologia Neonatale, Adolescentologia Clinica e Sperimentale oltre a possedere competenze specifiche in Endocrinologia ed Eco-dopplermetria cerebrale neonatale.
Un uomo di scienza dunque. Ma non solo, perché, figura realmente poliedrica ed eclettica, Marziani è anche, da tempo, ricercatore in ambito esoterico, filosofico e storico. Diverse le sue opere dedicate al templarismo, un lavoro che lo ha portato a entrare a far parte dell’Ordine del Tempio del Principato di Monaco.

Con questo corposo curriculum, il Marziani è autore, per l’appunto di un saggio del 2018, edito da Bastogi, che ha riscosso un discreto successo, successo che, peraltro, ne ha favorito, nel corso di quest’anno, una ripubblicazione anche in lingua inglese. “Eggregore. Il pensiero che diventa realtà, è l’intrigante titolo del libro.

Già, ma che cos’è un eggregora esattamente? A spiegarlo è lo stesso autore. “Il termine egregore, eggregora, forma-pensiero, è una parola che nel vocabolario di lingua italiana non esiste: essa deriva specificatamente dal greco antico ἐγρήγορος il cui significato originario sta per ‘guardiano’. Tale termine assume connotazioni diverse a seconda dell’ambito in cui viene considerato: nell’occultismo ad esempio, essa sta ad indicare una entità priva di corpo fisico e quindi di materia, che viene generata da uno o più soggetti, la quale risulta poi in grado di influenzare in modo più o meno accentuato i loro stessi pensieri, attitudini, modi di agire. Quando essa, l’eggregora, viene generata mediante particolari metodi di meditazione e/o rituali allora viene definita più specificatamente con il termine di eggregora o egregore; quando invece tale eggregora viene generata, determinata, in modo inconsapevole, involontario e soprattutto da pensieri ossessivi, allora viene definita in modo più specifico come forma-pensiero: in questo secondo caso ci si trova ad operare soprattutto in ambito esoterico e la componente negativa di tali forme pensiero assume una chiara connotazione negativa per il soggetto tanto da diventare un parassita dello stesso soggetto che l’ha generata sottraendogli quindi, energia vitale. L’equivalente latino di tale termine può essere associato alla parola egregius, che significa ‘notevole’, ‘illustre’, ‘eccezionale’; questa seconda derivazione è molto importante da sottolineare per i motivi che verrano specificati successivamente; basti solo pensare al fatto che dalla terminologia greca deriva il termine di ‘grigori’ ovvero quegli angeli o demoni che, caduti sulla terra, generarono accoppiandosi con le donne terrestri, quella razza di giganti chiamati Nephilim: i giganti, esseri straordinari, eccezionali, notevoli. Ecco quindi come l’associazione della terminologia greco-latina a mio avviso abbia generato il suddetto termine di egregore (egregius – grigori). Concettualmente ci si rifà quindi a qualcosa di eccezionale, soprannaturale, mitologico e mitico, sovraumano”.

Ma come possono dunque le eggregore influenzare la quotidianità degli esseri umani? “Il concetto di eggregora come influenzatrice sulla nostra quotidianità, in modo positivo e negativo – prosegue Marziani – è argomento complesso e di difficile trattazione senza una adeguata preparazione meditativa e da certi punti di vista spirituale (spiritualità in senso ampio e non sicuramente in senso restrittivo di tipo religioso). Possiamo, per esemplificare in modo esagerato dire che la creazione più o meno volontaria di una eggregora risponde, o per meglio dire corrisponde in generale, ad una esigenza di tipo superiore ove come in uno specchio, viene riconosciuta la reale necessità di questa o quella specifica richiesta dal singolo; tuttavia tale interpretazione potrebbe apparire troppo semplicistica e comunque confinata in un ambito strettamente positivista giacchè se così sempre fosse non esisterebbero le eggregore negative relative ad una realizzazione negativa della realtà. Ciò che voglio significare è che la creazione di una eggregora, avvenendo da parte di un soggetto (eggregora singola) rispecchia energeticamente il soggetto stesso ovvero la sua natura ed essenza. Vien da sé pertanto che essa avrà connotazione negativa o positiva in base al soggetto stesso che la produce; se la richiesta risponde ad una reale necessità del soggetto richiedente, essa si avvererà a patto che non vi sia una eccessiva forzatura nella richiesta stessa e soprattutto che non vi sia una eccessiva materialità nel beneficio che si vuole ottenere. In altre parole non mi basta semplicemente pensare di desiderare che si materializzi qualche milione di euro per ottenerlo! Il tutto deve corrispondere a quanto il soggetto richiedente è spiritualmente in grado di gestire e soprattutto a quanto realmente ha bisogno! La predisposizione individuale è fondamentale per il corretto indirizzo dell’eggregora: un soggetto negativo non produrrà altro che negatività; a quel punto entra in gioco poi anche il ‘bersaglio’ ovvero la capacità energetica di ciascun individuo di sapersi schermare tale per cui la realizzazione di una eggregora dipende non solo da chi la produce ma anche da chi la riceve”.

A proposito della facoltà di un’eggregora di influenzare la realtà, spiega Marziani, “il pensiero è ciò che determina l’eggregore, per cui in base alle caratteristiche dell’eggregore stessa, essa può avere maggiore o minore forza e pertanto modificare la realtà. Si badi bene che con il termine modifica della realtà non si intende unicamente una modifica della materia (pur possibile) ma una modifica degli eventi che portano ad un determinato risultato materiale!”

Dunque, tornando al Coronavirus, è possibile definirlo un’eggregora? “Il virus – sostiene Marziani – di per sé non è una eggregora negativa, ma lo diventa nel momento in cui tutto quanto vi sta intorno e gira intorno adesso, è volto ad amplificarne l’effetto distruttivo. In altri termini esso costituisce il substrato, le fondamenta, per costruire quell’edificio eggregorico altamente distruttivo non solo a livello collettivo ma anche a livello individuale; il convincersi di essere vulnerabili e sensibili porta ad assumere tutto un atteggiamento comportamentale (paura, stress, ansia, frustazione, cambio attività quotidiana ecc:) che di fatto minano il sistema immunitario e predispongono maggiormente alla vulnerabilità (esempi di suicidi nel mondo)”.

Cristiano Puglisi per il suo blog

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