MES E DINTORNI

Mentre monta nel paese lo spettro della crisi dovuta alla pandemia da coronavirus e il dibattito sull’utilizzo del Meccanismo Europeo di Stabilità, c’è chi in Italia ha le idee chiare sull’atteggiamento da tenere nei confronti di Bruxelles e sta preparando una petizione per chiedere l’uscita di Roma dall’Unione Europea. Parliamo di Vox Italia, il nuovo partito ispirato dal filosofo Diego Fusaro. Cerchiamo di capire con il presidente nazionale Francesco Toscano qual è la loro ricetta. L’INTERVISTA

Cosa pensa Vox di questa situazione: meglio il MES o gli Eurobond?
Il Mes rappresenta un pericolo mortale per l’Italia. Si tratta di un meccanismo pensato appositamente per distruggere quel residuo di sovranità e indipendenza di cui godono ancora gli Stati nazionali incastrati nella tela di ragno dell’euro. Quelli che parlano di “Mes senza condizioni”- nella migliore della ipotesi- sono degli sprovveduti. L’atteggiamento di Conte sul punto è pericolosamente ambiguo mentre quello del suo ministro Gualtieri è palesemente complice. Bisogna adesso profondere il massimo degli sforzi affinché il governo italiano, al tavolo dei capi di Stato dei Paesi dell’Unione, rigetti quella bozza di accordo partorito nel corso dell’Eurogruppo. In caso contrario non sarebbe iperbolico sostenere che la storia dell’Italia unita, apertasi nel 1861 nel nome della libertà e dell’indipendenza ritrovata, debba considerarsi tristemente conclusa anche sotto il profilo giuridico e formale. Degli eurobond è inutile parlare. Tedeschi e olandesi hanno spiegato che non è un’opzione sul tavolo e non mentono. L’euro è infatti solo un meccanismo costruito per drenare risorse dai Paesi del sud Europa verso quelli del nord, come sanno bene Rutte e Merkel. Non c’è nessuna progettualità geopolitica dietro la moneta unica, ma solo l’avidità di pochi speculatori unita al cinismo tipico delle classi dirigenti tedesche. 

Dunque l’unione europea è un problema in quanto tale?
L’Unione Europea va smantellata perché, come aveva brillantemente sintetizzato il premier inglese Boris Johnson è solo la “realizzazione del disegno hitleriano di egemonia teutonica sul Continente realizzato con altri mezzi”. Consiglio a tutti la lettura di un libro scritto dal politologo Brzezinski- La Grande Scacchiera- dove si spiega perfettamente la ratio infernale di questa terribile costruzione tecnocratica nemica dei popoli e della verità. Con buona pace di Salvini questa Europa non è riformabile. Perché nasce proprio con l’obiettivo preciso di condurre una spietata e dissimulata lotta di classe contro i ceti medi e proletari. Obiettivo che tra l’altro sta realizzando in pieno.

È possibile in questo momento uscire dall’euro e dall’Unione Europea, tornare alla lira e affrontare la crisi economica determinata dalla pandemia?
Non solo è possibile ma, vista la situazione, è doveroso e improcrastinabile. E’ l’unica scelta possibile rimasta. L’alternativa è quella di aprire le porte agli emissari dei soliti “cravattari” della Troika, quelli che hanno consumato un crimine contro l’umanità in danno della Grecia rimasto ad oggi impunito. Non bisogna credere ai profeti di sventura che dipingono scenari apocalittici in danno dei “reprobi” che osassero abbandonare le “meraviglie” dell’Europa Unita. Anche con riferimento al Regno Unito i giornali dei padroni hanno provato a spaventare la pubblica opinione con racconti al limite del grottesco e del fantastico. Eppure non risulta che in Inghilterra siano arrivate le cavallette in seguito alla Brexit. Certo, rompere una unità monetaria può comportare inizialmente qualche difficoltà di natura tecnica, rapidamente compensata però dal recupero della nostra sovranità monetaria. Uscire immediatamente senza paura né ripensamenti è l’unica soluzione.

Cosa pensa di ciò che sta facendo il governo per affrontare la crisi?
Conte si sta rivelando bravo a mascherare con la retorica comunicativa il totale fallimento del suo governo. La crisi sanitaria si è già trasformata in crisi economica e presto rischia di sfociare in una crisi dell’ordine pubblico. La gente chiusa in casa ascolta il Presidente del Consiglio che spara cifre ingenti presumibilmente mobilitate per rispondere alla crisi, quando in realtà il nostro ministro dell’Economia va in giro per l’Europa a mendicare qualche spicciolo da restituire poi con gli interessi. Il bluff può reggere ancora per un paio di mesi al massimo, ma poi cadrà inevitabilmente con conseguenze gravi e oggi non del tutto prevedibili.

Il M5S ha tradito i suoi elettori?
Il M5S è stato il più grande e riuscito esperimento di raggiro politico di massa mai realizzato nella storia politica di tutto l’Occidente. Un Movimento nato in teoria per abbattere il vecchio sistema e rinverdire il furore rivoluzionario di Rousseau e soci che finisce invece per blindare in Italia il Pd e in Europa Merkel e Von der Leyen. Un po’ come se Robespierre avesse infine deciso di fare un governo di larghe intese con Luigi XVI o Lenin di entrare in un gabinetto presieduto da uno dei Romanov. Una barzelletta. E infatti il Movimento è stato per l’appunto fondato da un barzellettiere di successo. C’è una logica in questa follia.

Vox cresce quali iniziative pensate di mettere in campo nei prossimi giorni?
Vox Italia, nonostante l’oscuramento dei grandi media che servono gli interessi dei poteri dominanti, è già una realtà politica. Abbiamo migliaia di iscritti, una rappresentanza parlamentare molto attiva grazie al senatore Martelli, una copertura capillare su tutto il territorio nazionale, una scuola di formazione guidata dal professor Mauro Scardovelli, un canale youtube (Vox Italia Tv) che raccoglie le voci di molti autorevoli intellettuali non tutti organici al partito e una chiara linea di pensiero per come sviluppata dal nostro ideologo Diego Fusaro. Ovunque siamo andati abbiamo riempito le sale e suscitato entusiasmo, da Milano a Palermo. In questi giorni è venuto con noi anche l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio del primo governo Conte Vincenzo Zoccano, una persona eccezionale che porta un grande valore aggiunto in termini di qualità, relazioni ed esperienza. Appena finito questo periodo di pausa “forzata” riprenderemo a girare in tutte le Regioni d’Italia per infondere speranza e spiegare la forza della nostra progettualità politica a tutti quelli che non si sono ancora arresi.

È possibile costruire un ampio fronte sovranista anche con altre forze favorevoli all’uscita dall’UE?
Questo è il nostro auspicio. Sappiamo che Paragone intende lanciare un suo partito “no euro”. Credo sia strategicamente sbagliato disperdere le forze in mille rivoli, facendo così un favore al solito e perverso establishment di potere. Noi non rivendichiamo nessuna “primogenitura” e non abbiamo narcisismi e leaderismi da difendere e coltivare. Dobbiamo testimoniare con i fatti un cambiamento di paradigma che metta al centro non più la “competizione” ma la “collaborazione”. Per cui penso sia arrivato il tempo di lanciare un grande tavolo di confronto che metta insieme le forze che vogliono tornare a difendere lo spirito della Costituzione del ’48, quella che sovrintende la costruzione e la salvaguardia di uno Stato libero, indipendente, sovrano, solidale e capace di farsi carico in primo luogo delle sofferenze degli ultimi e degli indifesi. Noi siamo pronti.

Alberto Ortis per affaritaliani.it

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