#SIAMOVITTIMEDELLOSTATO

UNIONE NAZIONALE VITTIME
                                         DENUNCIA
-che  nonostante   fosse stato dichiarato, in data 31 gennaio 2020, dal Presidente del Consiglio lo stato di emergenza sanitaria per la durata di sei a seguito della nota epidemia COVID. 19  non sono state poste in essere le manovre sanitarie necessarie ad evitare il decesso di migliaia di cittadini , VITTIME DELLO STATO;
-che i decessi potevano essere evitati o quantomeno contenuti mettendo nell’immediatezza in sicurezza  le persone a rischio,anziani e cittadini con gravi patologie e proteggendo tutti gli operatori sanitari;
-che la classe medica e tutti gli operatori del settore sono stati abbandonati  a sé stessi , senza alcuna tutela: non hanno avuto adeguate protezioni al contagio, non sono stati sottoposti al Tampone diagnostico, sono stati sottoposti a turni intollerabili e lasciati soli a portare per sempre  il peso di   decidere chi salvare ;
– che non vi sono stati interventi programmati nei confronti dei senza tetto e di tutte le persone con lavori precari;
– che viene , spudoratamente,  addebitata  alla cittadinanza, la responsabilità del propagarsi dei contagi e conseguentemente dei decessi, mentre ciò è conseguenza diretta di errori del nostro governo errori che stiamo pagando con la vita, con la privazione della libertà e con un disastro economico senza eguali;
– che ormai da più parti ci sta arrivando il grido di aiuto di chi ha perso un parente, di chi non avrà più il lavoro e  non volendo voltare la faccia la nostra associazione 
                                       Si IMPEGNA
 oltre che, a portare avanti una battaglia comune tramite i propri legali, a fornire ascolto e supporto a tutte le vittime innocenti di un sistema fallace e a raccogliere tutte le segnalazioni degli operatori sanitari, che i diritti costituzionali fondamentali sono stati soppressi e che si impone un rallentamento di tali  misure essendo allarmanti tali iniziative rispetto all’assenza di una precisa indicazione dei tempi di revoca e risultando inaccettabile l’aggiramento degli strumenti di garanzia attraverso un sistema di proroghe

PAOLA RADAELLI

Presidente Unione Nazionale Vittime

                                    

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