IDIOZIE NUTRIZIONISTE

Non è un quiz e neanche un indice di gradimento. È solo l’ennesima cervellotica iniziativa dell’Unione Europea che pretende voler assegnare un valore salutistico ai cibi, considerati solo in base alla loro composizione, al di fuori di ogni contesto, in riferimento ad una teoria preventiva che non trova riscontro da nessuna parte. Spieghiamo dall’inizio.

Il modulo del Nutriscore valuta la composizione dei cibi in relazione ai nutrienti presenti, considerati come salubri o insalubri. In modo astratto la (dis)qualifica di “insalubre” (corrispondente al “rosso” del semaforo che verrà apposto sull’etichetta dell’alimento) viene applicata ai cibi che presentano un più alto tenore di calorie, grassi saturi, sodio. In apparenza sembra logico. Ma non lo è. Infatti, il criterio, che trascura la presenza di una miriade di altri componenti molecolari spesso di alto valore nutraceutico, si fonda sull’ipotesi che di ciascun alimento incriminato se ne consumino 100 g. Il che è manifestamente impossibile dato che 100 gr non rappresentano una porzione standard valida per tutti i cibi. Si possono mangiare 100 gr di pane, ma è improbabile che si assumano 100 gr di olio di oliva al giorno (al più 2-3 cucchiai, corrispondenti a 20 gr circa). Così come è difficile consumare 100 gr di Parmigiano, in genere usato per condire la pasta (10-15 gr al più).

I calcoli sono poi stati fatti riferendosi al prodotto crudo, senza considerare che spesso, nel corso della cottura, la percentuale di grassi o altri elementi cambia (spesso riducendosi/alterandosi) in modo imprevedibile. Non solo, ma occorre considerare come tali alimenti vengano assunti di un arco temporale variabile (non mangiamo prosciutto tutti i giorni!) e come l’apporto di calorie o grassi venga ad essere temperato dal concomitante consumo di frutta e verdura che, come avviene con la dieta Mediterranea, sono assolutamente preponderanti ed in grado di antagonizzare completamente la presenza di alimenti grassi o ipercalorici.

La dieta Mediterranea, quella che è scientificamente riconosciuta come il miglior presidio a prevenzione di numerose malattie metaboliche, cardiovascolari e tumorali, è per l’appunto il bersaglio di questa norma “scientificamente corretta”. Particolare illuminante: secondo il Nutriscore bevande come Coca-Cola e Red Bull – incriminate da abbondante letteratura scientifica – riceverebbero invece – ma che sorpresa! – il semaforo verde.  C’è una base scientifica dietro tutto questo? Assolutamente no, dato che è stata “costruita” a tavolino sulla base di dati epidemiologici estrapolati dal contesto medico-biologico generale, senza che nutrizionisti e biologi molecolari venissero minimamente interpellati. E infatti l’ideatore è un epidemiologo francese, tal Serge Hercberg – già tristemente noto per aver ideato la tassa sulle bibite zuccherate in Francia – che ha utilizzato un modello preparato dalla Food Standards Agency della Gran Bretagna. Proposto nel 2013, adottato nel 2016 dalla Francia e pochi altri paesi, adesso rischia di essere imposto a tutti gli altri per iniziativa – manco a dirlo – degli alfieri del libero pensiero politically correct. I deputati verdi e socialisti hanno infatti promosso la petizione “Pro-nutriscore” che ne chiede l’adozione in tutti i Paesi dell’Unione, convinti che questo sia necessario per orientare i consumatori verso scelte più salutari e quindi spingere l’industria alimentare a riformulare i suoi prodotti.

L’obbiettivo dichiarato è di realizzare una “Europeanharmonisation scientificallybased”. Siamo arrivati alla dittatura scientifica (?) del Grande Fratello, che ci dirà – sulla base di teorie non comprovate e desunte da mere indicazioni epidemiologiche – cosa è giusto mangiare e ciò che non lo è. La Coca-Cola sarà buona, la dieta Mediterranea no. Questo, per quanto orripilante, non è uno scenario di distopia fantascientifica alla Orwell. È fanta-idiozia. Ma dietro c’è dell’altro. Come ormai ci hanno abituato gli Eurocrati, traspare chiaro il disegno di colpire l’Italia e la Dieta Mediterranea. Prosciutto di Parma, Pecorino Romano, Parmigiano Reggiano, Olio di Oliva – finanche la mozzarella! – finiranno con il cadere sotto la scure del Grande Inquisitore.

Fortunatamente i semplici cittadini – il popolo bue odiato dalle élites – mostra di possedere buon senso. Per adottare il sistema occorrono milioni di adesioni e il raggiungimento della soglia minima in 7 nazioni. Al momento l’iniziativa non riscuote successo: dal suo lancio, lo scorso maggio, la petizione è stata sottoscritta da appena 76.264 persone, la maggior parte in Francia (52.901). In Italia ci siamo fermati ad 505. E forse sono già troppi.

Mariano Bizzarri per culturaidentità.it

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