VIVA LE TETTE, BALUARDO DELLA TRADIZIONE

Se un Paese vuol ritrovare la felicità, deve ripartire dalle sue fondamenta

Chiamate in mille modi – minne, zinne, poppe, bocce, meloni e via discorrendo – e presenti in altrettante fogge – a coppa di champagne, a pera, a goccia e chi più ne ha più ne metta – le tette scaldano da sempre gli animi maschili. Se il coito, oltre ad una chiara funzione generativa, rappresenta, come diceva Rank, il desiderio dell’uomo di tornare da dove è venuto, di ritrovare quell’intima fusione protettiva che la nascita ha violentemente spezzato, la passione per le tette invece è ben lungi dall’essere chiara.

Non me ne vogliano gli estimatori del lato b ma secondo uno studio condotto dal dottor Cicogna su 682 uomini tra i 25 e i 55 anni d’età, il seno rappresenta la parte del corpo femminile ritenuta più importante.

Psicologi, antropologi ed esperti di costume si affannano da tempo per trovare le ragioni di questo clamoroso successo. C’è chi dice che il seno materno, sin da subito fonte primaria di nutrimento e rassicurazione per il bambino, assolverebbe anche in seguito funzioni simili. Se la finalità di nutrimento verrebbe meno, il ruolo rassicurante tipicamente materno continuerebbe invece ad essere fondamentale per l’uomo. Insomma, la passione per le tette sarebbe ancora una volta sintomo dell’incapacità del maschio di separarsi dalla propria madre, emblema di un Edipo eternamente irrisolto. Freud sosteneva addirittura che la fase orale, e quindi la suzione del seno, fosse il punto di partenza dell’intera vita sessuale.

Ma queste sono solo supposizioni. Resta il fatto che cambiano le mode e i canoni di bellezza ma le tette rimangono sempre in cima ai pensieri e alle fantasie maschili. Anzi, per la donna sono diventate un vero e proprio settore di investimento, un’ossessione costante: sono troppo grandi, troppo piccole, di forma sbagliata oppure troppo molli. E i chirurghi estetici, ovviamente, ringraziano.

Paranoie e bisturi a parte, il rapporto tra le tette e i suoi estimatori è sempre stato un sodalizio riuscito. Se non ci fossero loro a distrarre di tanto in tanto gli uomini, saremmo tutti molto più stressati e nervosi. Le tette poi ci mettono tutti sullo stesso piano: ricchi, poveri, fini intellettuali o rozzi sempliciotti dinnanzi ad un bel seno succulento e prosperoso non sappiamo proprio resistere. E il capezzolo, infine, è la ciliegina sulla tetta.

Matteo Limiti

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