NON SEMPRE VINCE IL PIÚ GROSSO

Il darwinismo sociale può e deve essere osteggiato da ogni governo che abbia a cuore il benessere dei suoi cittadini

Nell’odierno modello economico, i ricchi diventano sempre più ricchi, e i poveri sempre più poveri. Tuttavia, questo sistema non si è creato da sé e, anche se gli economisti usano svariati nomi per descrivere il sistema economico attuale, esso è fondato su una sola ed unica base: il darwinismo sociale. Il darwinismo sociale aderisce alla cosiddetta idea secondo la quale la vita è un campo di battaglia, e gli individui sono liberi di fare qualsiasi cosa permetta loro di sopravvivere e avere il sopravvento in questo ambiente “selvaggio”.

Il capitalismo selvaggio è ancora evidente nelle società moderne. Esso si esprime in diversi campi attraverso metodi spietati, ma il suo errore più grave è quello di non porre alcun allo sfruttamento o all’eliminazione delle aziende più deboli o delle persone più povere. L’espressione: “i pesci grossi mangiano i pesci piccoli” delinea molto chiaramente la situazione. Nel corso del 20° secolo, ci siamo imbattuti in due principali tipi di modello economico:

  1. il modello economico liberista basato sulla proprietà privata e sul libero mercato;
  2. il modello economico socialista basato sulla proprietà dello Stato e su un’economia pianificata;

Mentre i modelli socialisti hanno fallito e finito con l’infliggere un’evitabile povertà, il capitalismo laissez-faire ha portato il benessere e il successo per la gente comune. Tuttavia, il libero scambio da solo non è sufficiente per portare prosperità per tutti, perché il divario tra ricchi e poveri è in continua crescita. Per evitare la corruzione, i governi possono e devono attuare delle riforme sociali e prendere le precauzioni necessarie per aiutare i poveri, i bambini e i disoccupati. Tra i membri delle società dovrebbe essere vivo anche un forte spirito di cooperazione e solidarietà. Le persone dovrebbero avvicinarsi le une alle altre con rispetto, compassione e misericordia indipendentemente dalla loro situazione economica, anziché considerare gli altri come dei rivali da sconfiggere per poter arrivare ai propri interessi egoistici.

Come indica il nome stesso, il darwinismo sociale si basa sull’ideologia portata avanti da Charles Darwin nel suo L’origine della specie. È stato Herbert Spencer, intellettuale britannico e fervente sostenitore del darwinismo sociale, ad applicare il famoso principio della “sopravvivenza del più adatto” di Darwin alla vita economica. Questa era l’ideologia prevalente in America durante la fine del 19° e l’inizio del 20° secolo, cioè durante la cosiddetta gilded age. Il darwinismo sociale, che era anche molto popolare tra l’elite britannica, aveva estrapolato la teoria della selezione naturale di Darwin innestandola su intere società. Come sostengono i fautori di questa teoria, la loro immoralità era giustificata dall’aumento della disparità di reddito.

Il padre fondatore del darwinismo sociale, Herbert Spencer, era dell’idea che se una persona diventa povera è per colpa sua, e quindi nessuno dovrebbe aiutarla ad alleviare questa sua difficoltà. Allo stesso modo, se una persona diventa ricca, è solo grazie al suo successo, anche se si è guadagnata tale ricchezza in maniera disonesta. Pertanto, come si può immaginare, i promotori di spicco del darwinismo sociale erano per lo più investitori. La loro dubbia ascesa nel mondo degli affari e nelle società, avvenuta attraverso metodologie immorali, non è stata denunciata perché, secondo questa ideologia, le loro azioni vengono considerate compatibili con “i valori scientifici” e con “la legge della natura.”

Un quarto di secolo fa, un filosofo darwiniano ha spiegato esplicitamente questa distorta mentalità:

La teoria di Darwin mina i valori tradizionali. In particolare, indebolisce l’idea che la vita umana ha un valore speciale e unico … Il darwinismo rappresenta un pericolo sia per l’idea secondo la quale l’uomo è fatto a immagine di Dio, che l’immagine dell’uomo come unico essere razionale.

Harun Yahya

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1 Commento su NON SEMPRE VINCE IL PIÚ GROSSO

  1. domenico capototorto // 7 giugno 2017 alle 02:03 // Rispondi

    La terza via: La socializzazione con Lo Stato Nazionale del Lavoro

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  1. Büyük Balık illa ki Küçük Balığı Yutmaz | Dünyadan Yankılar
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