ALATRI, VIAGGIO NEL CUORE DI TENEBRA

Ci siamo giocati anche il logos

Joseph Conrad era polacco. Rimasto orfano a tredici anni, compì diversi viaggi in terre nelle quali l’uomo occidentale non aveva posato piede o, se l’aveva fatto, non ne lasciò traccia. Nel 1889 risalì il fiume Congo. Questo viaggio gli fornì il materiale per il suo romanzo più famoso: Cuore di tenebra (al quale si ispirò Apocalypse now di Coppola).

Il protagonista del racconto è un marinaio, Marlow; costui viene incaricato da una misteriosa «Compagnia» di risalire il fiume Congo per trasportare zanne d’avorio. Giunto alla base principale della Compagnia, Marlow sente continuamente parlare di mister Kurtz, un individuo affascinante e misterioso che riesce a procurare ingentissimi quantitativi di avorio. Marlow parte per il suo viaggio lungo il fiume Congo; più si inoltra nella foresta più ha l’impressione di risalire il fiume del tempo, e di tornare ad epoche antichissime, primordiali.

Intanto la presenza di mister Kurtz si fa sempre più incombente, fino a diventare una specie di ossessione. Finalmente Marlow trova Kurtz, malato e morente ma considerato una divinità dalle popolazioni indigene. Caricano il moribondo sulla barca per tornare alla base, ma devono sfuggire alla popolazione che si oppone alla partenza di Kurtz. Sulla barca Marlow raccoglie le ultime parole dell’agente: «Che orrore! Che orrore!».

Da parte dell’élite intellettuale europea, l’Africa incontaminata era considerata un paradiso terrestre: un luogo nel quale Cristo e l’oppressiva morale cristiana non erano mai penetrati. Così era per Jung, per Picasso e Matisse, per Verlaine e Rimbaud e gli altri «poeti maledetti». Così era per gli appassionati di jazz e, più tardi, di rock’n roll: pura energia sessuale libera da sensi di colpa e moralismi. Pura passione animale, niente Logos.

Conrad (che era davvero stato in quel luogo senza Logos) lo descrive in modo diverso: non un paradiso terrestre, ma «il cuore della tenebra». Cannibalismo, sacrifici umani, e altro che Marlow non osa nemmeno descrivere. E il cuore del «cuore della tenebra» non era l’indigeno, ma Kurtz; un bianco colto, raffinato ed intelligente seguace del capitalismo. Non chi non ha mai conosciuto il Logos; bensì chi l’ha conosciuto e l’ha rifiutato.

Torniamo nella rassicurante (?) Europa, in Italia. Torniamo a Emanuele Morganti, ucciso di botte in piazza ad Alatri. Ucciso senza un perché (senza un logos) in modo selvaggio, brutale.

Abbiamo conosciuto e rifiutato il Logos. Abbiamo scelto una sessualità libera da vincoli morali; abbiamo abbracciato il sacrificio umano di aborto ed eutanasia; abbiamo cessato di sacrificare noi stessi e la nostra vita, e ci siamo posti sul trono divino. Ed ecco esplodere la violenza bestiale, feroce, illogica.

«Che orrore! Che orrore!». Benvenuti nel cuore della tenebra.

Roberto Marchesin per La nuova Bussola

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