PUTIN È UN AVATAR. MA LA GUERRA È NOSTRA

Dopo l’impero venne il feudalesimo. Dopo il feudalesimo le monarchie, sostituite poi dalle democrazie rappresentative degli stati nazionali. Ma oggi anche il corso di queste ultime si è esaurito. Oggi vige la plutocrazia. Il potere del denaro. La democrazia sopravvive solo in forma apparente. Un contenitore svuotato dal proprio contenuto. Non è semplice retorica, è purtroppo palese realtà.

Una realtà che vede la Grecia sull’orlo del baratro politico, ma che non può permettersi di convocare le urne se “i mercati non gradiscono”. Sono loro, i mercati, che decidono. Decidono se far crollare il prezzo del petrolio per mettere in ginocchio la Russia, decidono se far salire lo spread di un Paese per sostituirne il premier. Decidono i tagli alla sanità, al welfare, ai diritti. Decidono della vita e della morte di milioni, anzi miliardi di persone.

Vladimir Putin è una speranza per tutti quei romantici che nel mondo credono possa esistere ancora una qualche forma di sovranità. E’, in fondo, un avatar idealizzato dalla psiche di chi vuole disperatamente vedere in lui un condottiero che possa condurre la battaglia finale.

Ma anche lui ora rischia di doversi piegare. Putin, al di là della propaganda atlantista, non è (purtroppo?) ne Hitler, ne Stalin. Putin, a differenza dei veri autocrati del passato, vive in un mondo completamente interconnesso, dove la borsa può saccheggiare e devastare più di qualsiasi orda barbara della tarda antichità, premendo un semplice pulsante: “sell”. Vendere. Se loro vendono, tu sei morto. Se loro comprano, tu sei vivo. Il mercante, nelle società tradizionali, ha sempre rivestito i ruoli più bassi nella società. Basti pensare ai Varna, il sistema di caste induista, che vedeva la casta dei mercanti sottoposta a quella dei guerrieri e ancor più a quella dei sacerdoti. Oggi invece trono, spada e altare si inginocchiano al potere immenso del denaro. L’immagine della Santa Sede che si fa promotrice di un’annessione di Cuba al sistema anglosassone e mondialista è illuminante.

È il trionfo tronfio dei disvalori dell’Occidente un tempo grasso, oggi sempre più magro. Magro alla base della piramide, sia inteso. Perchè ai vertici, l’abbondanza lussuriosa del capitale non ha mai fine.

Oggi, noi che stiamo alla base dobbiamo prendere coscienza di questo. Dobbiamo capire che il mondo orribile in cui viviamo è una cornice totalizzante di puro male, di puro sovvertimento dell’ordine naturale della società. Di pura tenebra. Oggi, noi che stiamo alla base, dobbiamo capire che è ora di accendere una luce. Che è ora di combattere.

E la guerra non è di Putin. La guerra è nostra.

Cristiano Puglisi

Annunci

1 Commento su PUTIN È UN AVATAR. MA LA GUERRA È NOSTRA

  1. E’ vero; purtroppo però prima di poter combattere occorre capire che c’è un problema, qual è il problema, da dove deriva, cosa andrebbe fatto, cosa è fattibile, da dove cominciare e come organizzarsi. Si vede subito come questa serie di passi presenti molteplici problemi, tra cui: le masse vivono come un problema la mancanza di soldi, per il resto sono ben liete di sguazzare nel marciume senza curarsi dell’avvenire del mondo; i pochi che hanno visuali più ampie sono spesso divisi dalle ideologie e non hanno spirito pratico; contro ogni tentativo di reazione sono schierati poteri finanziari, governi, magistrati, forze dell’ordine, università, mass media, Chiesa cattolica moderna, grandi imprese ed eserciti con armi avveneristiche. Non per suonare pessimista, ma è necessario rendersi conto dell’entità del problema.
    Del resto basta considerare questo: da almeno 20 anni il mondo viene irrorato dalle scie chimiche, e nessun governo (Putin compreso), istituzione o gruppo di persone (ambientalisti compresi) è riuscito non dico a fermare l’irrorazione, ma nemmeno a renderla nota alla maggioranza. Morale: se gran parte dell’umanità non si cura nemmeno di guardare cosa succede sopra le sue teste, che speranza possiamo avere che si renda conto di vivere in un mondo “dove è stato sovvertito l’ordine naturale della società”, come giustamente scritto nell’articolo? Che capisca gli errori dell’industrializzazione, dell’economicismo, del progressismo, e cambi strada? Francamente vedo solo avanzare la distruzione, a est come a ovest, in Italia come in Cina, piani di sviluppo di Putin compresi.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: