The Human centipede: la perversa storia del Regno Unito di Gran Bretagna

Ecco perchè William Wallace e sui paesani continuano a chiedere l'indipendenza

The Human centipede è un film diretto da Tom Six che parla di uno scienziato pazzo che cuce assieme delle persone al fine di ottenere un unico mostro con tante gambe. Le vittime sono incatenate l’una all’altra in modo orizzontale, ossia hanno la bocca cucita all’ano di chi hanno di fronte. Quest’orribile e raccapricciante millepiedi, sintomo cinematografico d’una società ammorbata oramai satura di cattiva educazione e di orfana del pudore, è la metafora perfetta con cui rappresentare gli stati formati artificiosamente.

Garibaldi, dipinto coi capelli lunghi e l’elmetto per camuffare l’orecchio mozzato tipico dei criminali e dei balordi, con la sua perversa opera di unificazione d’Italia può esser paragonato allo scienziato sadico del film sopracitato. Usando la forza è riuscito a creare un mostro strisciante con tanti corpi cuciti l’uno all’altro ed uniti da un unico lunghissimo intestino di burocrazia. Ciò che viene ingoiato e digerito dalla prima testa, Roma, una volta espulso diventa cibo ed agonia per chi le sta appiccicato dietro.

Per fermare quest’obbrobrio bisogna munirsi di forbici e tagliare quei fili infetti che tengono uniti i brandelli di carne che compongono le “Nazioni”. Ed è ciò che sta , finalmente, per avvenire in Scozia. Forse, il fatto che Mary Shelley scrisse le avventure del Dottor Frankenstein proprio quando l’Inghilterra era oramai stata trasformata in un mostro, cucendosi con la Scozia, non è un caso.

La testa della Scozia è stata tessuta al culo dell’Inghilterra nel 1296, quando venne ingiustamente conquistata da Edoardo I d’Inghilterra. Nonostante i Guardiani di Scozia, che cercarono di mantenere l’autonomia del regno dal 1290, dopo la morte del Re Eirik II di Norvegia avvenuta quattro anni prima, nulla potè l’esercito scozzese contro gli archi lunghi usati degli Inglesi. L’impresa di conquista fu particolarmente vile perchè l’unica monarca in vita, Margrete, nipote di Alessandro III di Scozia, aveva appena 10 anni.

Ovviamente i Pitti, ossia i celti che parlavano gaelico, non avevano nessuna intenzione di sottostare ad un governo che non aveva votato, così la prima guerra spietata verso agli invasori inglesi. Sir William Wallace, grande condottiero ed eroe nazionale della Scozia, guidò la celebre battaglia di Stirling Bridge, che l’11 settembre 1297 sconfisse l’esercito inglese buttandolo giù da un ponte. Siccome il suo motto, “Pro Libertate!” non piaceva al re a Edoardo I d’Inghilterra venne fatto catturare e nel 1305 , a Glasgow, venne torturato, appeso e sbudellato. I cittadini, vedendone le interiora garrire al vento, a guisa d’una bandiera bianca, non persero però la voglia di sventolare la loro bandiera bianca e blu con la croce di St. Andrea. Infatti poi ci fu una seconda guerra, dal 1332 fino 1357, che si concluse in modo vittorioso con la vincita degli scozzesi.

Ma l’incubo non era ancora terminato: Nel 1542 l’Inghilterra impose la sua egemonia agli Irlandesi, e decise di prendersi la Scozia passando per vie diplomatiche. Così venne ipocritamente deciso di “cedere” l’intero regno della Gran Bretagna a Giacomo VI, re degli scozzesi ma figlio di Maria Stuart d’Inghilterra. In questo modo l’unificazione fu eseguita politicamente, ma a beffa del popolo.

Inglesi e scozzesi, oltre che parlar lingue diverse ed esser culturalmente differenti, erano pure incompatibili sul piano religioso. Nel XVI secolo in Scozia si professava il calvinismo, organizzatosi nella chiesa presbiteriana, quindi gli invasori inglesi dovettero imporre l’anglicanesimo con la spada. Oramai messo in ginocchio dalle guerre civili, il popolo scozzese non potè che arrendersi alla volontà dei sovrani.

Nel 1707 venne completata quella perversa operazione chirurgica d’unione di corpi diversi. Così si formò millepiedi con un’unica testa situata a Londra, dal nome “Regno Unito di Gran Bretagna”. Per fortuna nel 1999 i parlamentari scozzesi iniziarono a teorizzare un’ipotetica indipendenza e Donald Dewar, ministro degli affari scozzesi presso al parlamento nazionale, inaugurò il primo esecutivo autonomo del paese.

Il 18 settembre 2014, pochi giorni dopo l’anniversario della gloriosa battaglia di Stirling Bridge, grazie ad un patto tra il primo ministro scozzese Alex Salmond ed il premier britannico David Cameron, il popolo potrà finalmente votare per la sua indipendenza. Come gli abitanti dell’Ucraina il 16 marzo scorso votarono per la creazione di una repubblica autonoma di Crimea, anche questa volta il parere della maggioranza potrà prevalere sui capricci dei politici. Che l’indipendenza della Scozia possa esser d’esempio e, se qualche nazionalista si sentirà in dovere di versare sangue a Londra (come il Pravi Sektor ha fatto a Kiev) in favore dell’Human Centipede rappresentato dalla Corona Unita della Gran Bretagna, pace all’anima sua.

Come disse Thomas Jefferson, l’albero della libertà , per poter prosperare, a volte necessita d’esser annaffiato col sangue dei nazionalisti.

Liliane Tami

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