In che modo l’Europa può essere utile ai cittadini

La vera partita europea: parte uno

Quando con la battaglia di Poitiers veniva per la prima volta coniato il termine Europa esso assumeva una concezione del tutto nuova rispetto al modo in cui essa era stata pensata ed immaginata precedentemente. Se è vero, infatti, che le prime origini di un’unica amministrazione europea risalgono a tempi ben più remoti, ossia all’impero romano, Poitiers rappresenta una cesura netta rispetto al passato. L’impero romano, infatti, può essere considerato come una rudimentale bozza europea dal momento in cui esso realizzò un’amministrazione includente tutto il continente (e non solo) che facesse rifermento ad una sola capitale. Si trattava dell’egemonia di un popolo, quello romano, sugli altri, tramite la conquista militare e giuridica dei territori. All’interno di questo spazio, dunque, vi era una precisa gerarchia che vedeva i romani al suo apice e il grado di autonomia dei popoli sottomessi veniva misurato in base ai bisogni di Roma. Non si trattava dunque dell’esigenza di avere l’Europa, ma della volontà di un popolo di creare un impero per imporsi sugli altri. Al contrario, l’idea di Europa nata con Poitiers prevedeva la convergenza di tutti i popoli europei verso uno status quo che avrebbe permesso di gestire tutti insieme quelle materie che necessitavano di una cooperazione comune. Nella fattispecie venne invocata e realizzata un’alleanza militare da parte di tutti coloro che avessero una radice culturale comune che si contrapponeva all’espansione islamica. In quel caso, dunque, diversi popoli europei che spesso erano stati nemici tra loro si resero conto che potevano avere gli stessi interessi da difendere dall’avanzata di un ordine geopolitico, quello islamico, portatore di cultura, religione e priorità diverse. A Poitiers dunque non si realizzò il desiderio astratto di creare un’Europa, ma la necessità pratica di istituzionalizzare l’Europa là dove era conveniente a tutti farlo.

L’odierna Unione Europea è molto romana e non ha assolutamente nulla di Poitiers. Ciò si può affermare alla luce del fatto che i meccanismi comunitari determinano che la sopravvivenza di alcuni popoli sia direttamente proporzionale alla miseria di altri. La Germania, per esempio, deve la sua prosperità economica alle politiche di austerità che distrugge i paesi mediterranei. Questo avviene a sua volta causa della moneta unica europea che mette in concorrenza economie che, senza di essa, non potrebbero mai esserlo. In questo modo Bruxelles ha instaurato una gerarchia tra gli stati europei su modello romano che crea e incentiva una forza centrifuga dalla cooperazione continentale.

Per rendere appetibile a tutti la cooperazione europea è necessario chiarire in primis perché essa è indispensabile, in secundis in che misura essa può essere realizzata con successo.

Oggi tutti gli stati europei condividono la stessa posizione geopolitica. Geograficamente perché il continente europeo è circondato da culture più o meno omogenee alle quali corrispondono stati costruiti per rappresentare e promuovere le identità dei rispettivi popoli: a ovest lo stato americano su misura neoliberale, a sud gli stati arabi su misura islamica, ad est lo stato russo che agisce apertamente nel proprio interesse senza considerarsi europeo; politicamente perché, rispetto all’espansionismo e all’aggressività geopolitica di questi stati, la tutela delle economie e delle identità dei popoli dell’Europa continentale richiede non solo le stesse soluzioni, ma soluzioni che senza l’aiuto comune non potrebbero concretizzarsi.

Per capire come ottenere queste soluzioni è necessario dare loro un nome e pianificare come realizzarle con successo. Esse hanno tutte una denominazione comune: convergenza. La convergenza europea è diversa rispetto all’integrazione europea proposta dall’UE. Integrazione significa assimilare un corpo estraneo a qualcosa di già esistente. L’Europa, però, non esiste di per sé, ma è composta da diversi stati e popoli che l’UE cerca di integrare in qualcosa di non ben definito, risultando quindi del tutto fallimentare. Non essendo chiaro come i popoli europei possano trarre vantaggio dalla cooperazione reciproca, essi fuggono dall’idea di Europa, fuggendo quindi dalla necessità indispensabile di cooperare per promuovere gli interessi geopolitici comuni. La convergenza europea consiste invece nella presa di coscienza, da parte dei governanti degli stati, di quali materie necessitino di decisioni comuni per rappresentare gli interessi delle proprie popolazioni. Significa stabilire cosa può solo essere risolto da un’azione comune che rappresenti le necessità sentite da tutti i popoli in ugual misura. In questo modo la creazione dell’Europa non verrebbe percepita come una minaccia da fuggire, ma come un obbiettivo da raggiungere.

Al giorno d’oggi, sul continente europeo sono tre le materie le cui soluzioni soddisferebbero in modo uguale le esigenze di tutti gli europei: la creazione dell’occupazione, la gestione dell’immigrazione e il contrasto alla criminalità organizzata. La formazione di strutture amministrative e governative europee comuni per la soluzione dei problemi legate alle suddette materie porterebbero soddisfare tutti i popoli europei, tutelando allo stesso tempo la sovranità degli stati. Queste tre materie possono diventare la struttura portante della creazione dell’Europa su modello di Poitiers, ossia l’Europa dei popoli e delle battaglie comuni. Nella continuazione di questo articolo spiegherò perché queste materie interessano tutti ugualmente e come costruire la risoluzione dei problemi che esse portano.

A seguire la parte due.

Luca Steinmann

(tratto da http://www.lintellettualedissidente.it)

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1 Commento su In che modo l’Europa può essere utile ai cittadini

  1. L’UE è un “oggetto” pericoloso, prodotto dall’auto-alienazione del pensiero, in quanto i logisti lo costruirono formalmente a tavolino come un’abbagliante meccanismo, privo di connessioni reali con la vita, in quanto meramente dedotto secondo meri valori relazionali vincolati alle parole.
    Sull’auto-alienazione del pensiero, si veda:
    http://bastamonopolio.over-blog.com/2014/05/auto-alienazione-del-pensiero.html
    e
    http://bastamonopolio.over-blog.com/2014/05/insidie-dell-apparato-formale.html

    Mi piace

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