LO STATO PUTTANA

di Andrea Carbone

In questi giorni ho sentito una locuzione a parer mio di bassa qualità: “diade Stato-mercato”. Sottenderebbe una dicotomia profonda tra il più altro apparato politico e la Mano Invisibile degli scambi economici… l’analisi è sbagliatissima.

Sin dalla nascita dell’economia gli apparati statali l’hanno sfruttata, incanalata, adattata ai propri fini: in definitiva ne hanno fatto uno degli strumenti con cui ciò che nella contingenza storica era ritenuto il bene comune poteva essere raggiunto. Con una metafora da marciapiede, ed è il caso di dirlo, lo Stato ha fatto per anni il pappone del commercio prima e della finanza poi.

Ma piano piano, si fa per dire, i ruoli si invertono. L’economia apre un suo bordello di lusso: si guadagna bene anche se ci si sporca le mani, e gran parte delle nazioni che prima facevano lavori onesti ci si infilano dentro. È un lavoro sporco ma qualcuno lo deve pur fare.

Quel che succede dentro al postribolo “Maison du dollàr” è il sogno di qualsiasi malattia venerea: di protezioni non se ne parla, i rapporti abbondano e se non ne hai abbastanza tutti gli altri ti prendono in giro. E lo spread tra una gamba e l’altra si allarga, e allarga ancora.

Ma lo Stato diventato puttana pensa di potersi sottrarre al gioco in ogni momento: quando avrà accantonato abbastanza, quando litiga con la maitresse di turno, oppure per voglia di un po’ di dignità. Peccato che nel frattempo abbia contratto la nota Sindrome da Sovranitàdeficienza Acquisita, il vero male del nostro tempo: ogni comportamento è eterodiretto dal magnaccia Economia Globalizzata. Qualcuno se lo ingrazia facendo capi-popolo dei suoi rappresentanti, altri fan finta di ignorarlo perché ancora non hanno fatto il test, i pochi che lo mandano a quel paese sono stigmatizzati dagli altri. Nessuno è al sicuro, non ora.

Anacronisticamente io penso ancora che l’economia sia fatta per l’uomo, e non viceversa. Mi han sempre detto fosse un mezzo per farci star bene, non per dirci come vivere. Ero convinto di potermi riconoscere in uno Stato che fosse istituzionalizzazione della Patria, e non figlio bastardo di chissà chi. Smith riteneva che la Mano Invisibile del mercato, meccanismo provvidenziale di autoregolazione, mettendo ciascuno in pari condizioni (cioè non avvantaggiando nessuno in particolare) avvantaggiasse tutti: pare che invece non avvantaggiando nessuno…non avvantaggi nessuno.

Se il cittadino elegge dei rappresentanti per prostituirsi non ha tanto senso che lo faccia. Ma la domanda che mi assilla è: se il cittadino è figlio dello Stato e lo stato è una baldracca, siamo tutti figli di puttana?

 

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