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		<title>Quando c&#8217;era lui&#8230; era tanto tempo fa (confessioni di un antineofascista)</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 09:22:06 +0000</pubDate>
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<p>A cena capita di parlare di tante cose e molte volte si parla del passato e del presente. E&#8217; nata così, l&#8217;altra sera, la discussione tra amici su diversi temi&#8230; tra i quali l’adesione del gruppo di Sintesi Milano alla Lega Lombarda.</p>
<p>Con Nino, siciliano D.O.C., ci consociamo da oltre vent’anni. Lui ex dirigente del Fronte della Gioventù, io mina vagante del comunitarismo militante. Ho sempre creduto che l’esperienza del fascismo sia terminata con la fine della guerra: quanto avvenuto poi, il neofascismo, è noia… una rappresentazione negativa del peggio del ventennio, dando ragione a tutti coloro i quali hanno costruito fortune sull’antifascismo. Il neofascismo è stato certamente il peggiore sponsor del periodo mussoliniano. Ogni epoca ha motivazioni e idee diverse e oggi sono certamente molto poche le persone che possono rappresentare l’idea fascista.</p>
<p>Negli anni novanta ho avuto la fortuna di conoscere e parlare con Manlio Sargenti, colui che scrisse i 18 punti di Verona: abitava vicino a Piazzale 5 Giornate e i pomeriggi passati con lui assieme ad altri giovani ci fecero capire l’importanza del vivere le esperienze, del suo vivere il fascismo come attivismo, amore per la patria e fede nell’azione. Le sue parole, ricordandole, non hanno nulla a che fare con quanti oggi vorrebbero rappresentare quell’esperienza; già solo il fatto di definirsi di destra nega ogni aspetto rivoluzionario del fascismo e della sua storia. Grazie alla figura di Sargenti, il mondo con cui ho fatto politica si allontanò dagli stereotipi del neofascismo ricercando l’essenza del senso rappresentativo di molta simbologia (come il saluto romano).</p>
<p>Non rinnego nulla del mio passato, anzi lo rivendico e nel rivendicarlo voglio spiegare che non è l’etichetta ciò che è importante ma i valori rappresentati e vissuti dalle persone come dai partiti. Credo, e ne sono assolutamente convinto, che oggi vada difesa l’identità, la comunità e si debba ritrovare un senso sociale e socialista in ambito patriottico che, come ho avuto modo di dire spesso, è ben differente dal concetto di nazione.</p>
<p>La Lega Nord non è sicuramente un movimento con simpatie fasciste, ma come spiegato sopra, il fascismo non c’è più: restano i valori, modernizzati e decisamente attuali, raccolti attorno alla Tradizione, sulla quale noi comunitaristi dobbiamo essere vigili. Pur non essendoci una minima conoscenza di cosa fosse veramente il fascismo (la sua ideologia, le sue istanze e il suo spirito di base), molti &#8211; senza rendersene contro &#8211; condividono tante delle idee che vennero rappresentate da coloro che rappresentarono quel periodo storico.</p>
<p>Come molti amici ho spesso sbagliato ma oggi &#8211; come allora &#8211; credo ancora nella giustizia sociale, nella patria, nell’onore, nella responsabilità, nei doveri, nello spirito. È finita un&#8217;epoca, è ora di guardare al futuro, costruendolo e smettendola di pensare al passato.</p>
<p><em>Fabrizio Fratus</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/iltalebano.wordpress.com/3369/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/iltalebano.wordpress.com/3369/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=iltalebano.com&#038;blog=16694355&#038;post=3369&#038;subd=iltalebano&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La Nato è un&#8217;alleanza utile all&#8217;Europa?</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 13:10:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Talebano</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iltalebano.files.wordpress.com/2013/05/nato.jpg"><img class="size-full wp-image-3367 aligncenter" alt="nato" src="http://iltalebano.files.wordpress.com/2013/05/nato.jpg?w=470&#038;h=313" width="470" height="313" /></a></p>
<p>Nell’approfondire le spese e lo sforzo militare di un Paese è possibile incontrare numerose difficoltà e approcci di diverso tipo. In linea generale, essendo l’attività militare fondamentale per la gestione della politica estera e i rapporti internazionali, non è possibile accettare un approccio meramente economicista, basato cioè solo sui bilanci. Sebbene soprattutto in periodi critici da un punto di vista economico e sociale è importante rivedere alcune priorità, non è possibile valutare pro e contro di una gestione militare soltanto attraverso i dati della spesa pubblica. E’ fondamentale invece valutare la qualità di quella spesa; questa evidenza vale per ogni tipo di spesa statale e a maggior ragione per quella militare che non ha un valore esclusivamente materiale, ma comporta scelte strategiche e, a cascata, economiche, sociali, politiche.</p>
<p>La spesa militare italiana secondo il Sipri (Stockholm International Peace Research Institute) è per il 2012 di 26 miliardi di euro, pari all’1,7% del Pil. I dati militari in realtà dovrebbero essere presi con il beneficio del dubbio, altre fonti indicano la spesa reale italiana di circa 17 miliardi di euro, quello però confermato da tutti è il trend sul lungo periodo. Se in Italia i bilanci della difesa sono quindi scesi dal 2% del Pil di circa dieci anni fa, così come sono scesi ovviamente quelli degli Stati periferici europei in crisi (insieme a Roma, Madrid, Atene, Lisbona), siamo di fronte ad una sostanziale conferma per i bilanci dei grandi Paesi centrali europei e un incremento invece per Stati Uniti e Paesi emergenti.</p>
<p>La questione però non è per l’appunto quantitativa, ma qualitativa. La spesa militare è come ogni spesa e forse più di altre necessaria, ma quello che si compie con questo denaro impiegato e investito è il fulcro della questione.</p>
<p>La politica estera italiana ed europea degli ultimi decenni, a parte situazioni di particolare vantaggio come la guerra fredda (essendo l’Italia sulla cortina, in cambio della fedeltà agli Usa venne lasciata libera nello svolgere la politica ne Mediterraneo) non ha brillato particolarmente. Anzi, come possiamo vedere apertamente oggi, ha portato il continente dall’essere un faro e un esempio mondiale, ai margini della geopolitica mondiale. Come è potuto accadere se la spesa comune è più elevata che non in altre aree del pianeta? Incompetenza? Non è questa la spiegazione.</p>
<p>Attraverso la coalizione geopolitica che risponde al nome di Trattato del Nord Atlantico (Nato), viene gestita la politica estera dell’intero continente europeo. Basti pensare che fatta di circa 1750 miliardi di dollari la spesa militare mondiale nel 2012, oltre 1000 miliardi (circa il 57% del totale) è fatto dai bilanci dei membri dell’Alleanza Atlantica. Ma per fare cosa? Chiaramente essendo la guida della Nato stretta in mani statunitensi, che a loro volta rimangono indiscutibilmente la super potenza militare con il 40% delle spese globali (682 miliardi) seguiti ad abissale distanza dalla Cina (166 miliardi), la politica che la Nato segue è affine all’elaborazione strategica e geopolitica nord americana. Ed è qui che si evidenzia il vulnus delle spese militari, non solo in sprechi o esagerazioni: quasi il totale ammontare della spesa militare italiana ed europea è utilizzata per finanziare strategie nord atlantiche che nulla hanno a che vedere con gli interessi del continente.</p>
<p>E non si parla soltanto del mantenimento negli Stati europei di centinaia e centinaia di basi militari Usa/Nato, che sono una spesa accollata alla cittadinanza ospitante (questo vale soprattutto per la Germania o il Giappone), dell’utilizzo che se ne potrebbe fare altrimenti e dei danni economici legati a quelli ambientali e alla salute. E neppure del budget civile Nato per il mantenimento di uffici, burocrazia e simili sempre sulle spalle dei cittadini europei (1).</p>
<p>Proprio l’utilizzo di gran parte della spesa militare per garantire le strategie della Nato, organizzazione che vogliamo approfondire tramite questa analisi, sarebbe come minimo da ridiscutere. Per mantenere il proprio status di super potenza in tempo di crisi, con potenze emergenti dai vertiginosi incrementi di Pil, gli Stati Uniti devono vedersi garantito lo sforzo congiunto degli alleati dell’Alleanza. Per esempio proprio nel 2012 la Nato ha cancellato esborsi per le basi militari degli alleati europei, mantenendo però quelli verso le basi Usa: in questo modo la Nato non contribuisce alle spese delle basi italiane utilizzate per le proprie missioni (per esempio la guerra alla Libia), mentre l’Italia contribuisce alle spese delle basi Usa in Italia.</p>
<p>C’è un termine che torna nella storia dello sviluppo occidentale angloamericano, ossia il fardello, il “burden”: dal “fardello dell’uomo bianco” colonialista, al “burden sharing” condivisione del fardello chiesta da Kennedy per lo sviluppo europeo; oggi più che negli anni passati torna l’interesse statunitense per la condivisione del fardello, l’utilizzo delle spese militari per assicurare il vantaggio su ogni continente alla Nato stessa, di cui si preoccupa anche il segretario generale Rasmussen (2). Ma rientra questo negli interessi italiani ed europei? E inizialmente, che cos’è la Nato e come si rapporta con gli alleati?</p>
<p>Come porsi poi dinanzi alla presenza nel nostro territorio di un centinaio circa di bombe nucleari controllate dagli stessi Stati Uniti, sebbene l’Italia abbia firmato il Trattato di non proliferazione, è uno dei tanti aspetti su cui una riflessione sarebbe d’obbligo, così come sull’utilizzo dello stesso territorio italiano per operazioni militari controproducenti per la stessa Italia.</p>
<p>In un sistema accademico, culturale, politico che non è erroneo definire estremista, nessuno di questi argomenti è mai stato toccato seriamente dai vertici istituzionali. Covano ad un livello inferiore, ma non vengono mai affrontati in quanto la stesso assetto politico è fondato su uno status quo vitale per alcuni poteri. Oggi però la crisi economica ci pone anche davanti a possibilità, sfide o semplicemente necessità, che l’estremismo ideologico non dovrebbe e non potrà contenere. C’è assoluto bisogno per l’Italia e per l’Europa di svincolarsi da strategie controproducenti che vedono nemici nel cuore della massa eurasiatica e che quindi hanno lo scopo di dividerla. E’ assolutamente necessario riavviare il dibattito, per lo meno accademico, sull’utilità e l’opportunità di fornire risorse e uomini a strategie dubbie ed elaborate lontano dal continente europeo.</p>
<p><em>(di Matteo Pistilli, tratto da <a href="http://www.eurasia-rivista.org/">www.eurasia-rivista.org</a>)</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/iltalebano.wordpress.com/3366/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/iltalebano.wordpress.com/3366/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=iltalebano.com&#038;blog=16694355&#038;post=3366&#038;subd=iltalebano&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Da Molière a Kierkegaard: diario del seduttore</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 09:16:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Te l’ ho detto mille volte. Ho una disposizione naturale a lasciarmi portare verso tutto quel che mi attrae. Don Giovanni, Gian Giacomo Casanova, Johannes; opera teatrale di Molière, opera [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=iltalebano.com&#038;blog=16694355&#038;post=3360&#038;subd=iltalebano&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iltalebano.files.wordpress.com/2013/05/casanova.jpg"><img class="size-full wp-image-3364 aligncenter" alt="Casanova" src="http://iltalebano.files.wordpress.com/2013/05/casanova.jpg?w=470&#038;h=314" width="470" height="314" /></a></p>
<blockquote><p><i>Te l’ ho detto mille volte. Ho una disposizione naturale a lasciarmi portare verso tutto quel che mi attrae.</i></p></blockquote>
<p>Don Giovanni, Gian Giacomo Casanova, Johannes; opera teatrale di Molière, opera autobiografica, opera filosofica di Kierkegaard, che pure hanno il minimo comune denominatore nella tipologia di protagonista: il seduttore. Che quest’ultimo sia creazione letteraria, personaggio storicamente esistito, o mera maschera filosofica, poco importa; solo all’apparenza, tutti sembrano assomigliarsi tra loro. A ben guardare, ognuna di queste figure rappresenta uno dei modi di essere dello stesso personaggio.</p>
<p><strong>Don Giovanni</strong>, seduttore estensivo, elementare, ed immediato, vive ed agisce d’impulso; gode del momento e del momento vive. Continuamente ama e continuamente tradisce; in questo unico modo egli riempie la propria esistenza, apprezza e disprezza, è sedotto dalla bellezze e seduce chi bellezza possiede, in un gioco senza implicazioni morali, sentimentali o rimorsi; segue il proprio egoismo, la propria necessità impulsiva di spiegare la propria personalità quanto più possibile, con ogni mezzo, poco importa ai danni di chi (seduce Elvira strappandola al chiostro e poi la abbandona). Il suo è un seguire un comandamento cieco, in cui istinto e volontà si confondono:</p>
<blockquote><p><i> Per me la bellezza, ovunque la si trovi, mi prende; e cedo sempre volentieri alla dolce violenza con cui ci attrae. (…) Comunque io non posso rifiutare il mio cuore a una nobile apparenza, e appena me lo chiede un bel viso, io, di cuori ne avessi diecimila, tutti li darei.</i></p></blockquote>
<p>Dissacratore, egoista, ingannatore, il Don Giovanni ama per gioco e per piacere, perché altro non vuole e altro non trova da strappare al proprio secolo. Di quest’ultimo critica anzi i vizi, primo fra tutti l’ipocrisia, la finzione, di cui egli “è portatore sano”: seppur egli in prima persona inganni, simuli, dissimuli,  lo fa dietro la  sua maschera  naturale, quella del libertino; e questa è nota a tutti, decifrabile da tutti: tutti sanno chi è e cosa è; ed egli è spregiudicatamente se stesso. Don Giovanni critica invece  senza riserve il perbenismo della buona società da cui orgogliosamente si esclude e dalla quale  è escluso:</p>
<blockquote><p><i>L’ipocrisia è un vizio di moda e tutti i vizi di moda passano per virtù; la parte dell’uomo dabbene è la migliore di tutte le parti che si possano recitare. Oggi la professione di ipocrita dà frutti eccellenti. (…)</i></p></blockquote>
<p>Egli escluso da questi <i>frutti eccellenti</i>, decide di adeguarsi:</p>
<blockquote><p><i>Insomma ho trovato il vero modo di fare impunemente quello che mi pare. (…) sarò l’assertore delle ragioni del cielo, e, sotto questo comodo pretesto, incalzerò i miei nemici, li accuserò di empietà. (…) cos’ si ha da approfittare delle debolezze degli uomini; così uno spirito illuminato si adegua ai vizi del suo secolo.</i></p></blockquote>
<p>Don Giovanni raggiunge l’ipocrisia, e per questo, più che per l’impunità con cui per anni ha ingannato, egli è punito dal cielo che lo fulmina.  Quando insomma anch’egli diventa colpevole di sovrapporre una maschera di falsità al suo volto e non manca di puntare il dito contro altri, quando si veste del maggior vizio del proprio secolo, è lì che cade la punizione del cielo e il biasimo di Molière.</p>
<p>Se Don Giovanni tradisce la morale quando segue spregiudicatamente la propria indole, e fa infuriare  il cielo quando si veste di ipocrisia,   <strong>Giovanni Giacomo Casanova</strong> non smette di servirsene per parer galante e restare comunque inserito, al di là di intrighi, scandali, imprevisti e viaggi, all’interno della buona società.</p>
<blockquote><p><i>Due motivi ugualmente forti tenevano la bilancia in equilibrio: l’amor proprio e l’amore.</i></p></blockquote>
<p>E’ proprio l’equilibrio di queste due componenti che rivelano quello che Casanova è: un profittatore di attimi e di persone che non sacrifica ma sei stesso in virtù di un sentimento. Nonostante questo però, si differenzia dal Don Giovanni per galanteria, per un certo amor proprio che lo spinge paradossalmente ad abbandonare con gentilezza, a tradire con rispetto, a farsi maledire e rimpiangere insieme. Nel suo carattere  è evidente l’impronta della società settecentesca, nonostante l’ambiente in sé per sé non produca reali influssi sulla sua indole. Casanova vive la propria vita liberamente, e orgoglioso di questo, fa di essa un’opera d’arte in cui raccoglie le invidiate, curiose, biasimate avventure della propria vita.</p>
<p>A livello filosofico, Kierkegaard assume il seduttore come emblema dello stadio estetico della vita di un uomo, della fase caratterizzata dal rifuggire la vita con ogni divertissement, nel cogliere l’attimo, nell’essere scelto e nella rinuncia alla scelta. Sullo sfondo del cristianesimo, il seduttore nel momento ultimo di disperazione, si rende conto che nel libertinaggio egli ha mancato di vivere; il prediligere la filosofia del <i>carpe diem</i>, a differenza del cristianesimo laica e immorale, del fruire delle circostanze che potrebbero rivolgersi contro di lui, fa di lui fondamentalmente un disperato. <strong>Johannes</strong>, funzionale creazione letteraria di Kierkegaard, è un seduttore intensivo, razionale; diversamente  da  Don Giovanni, non si serve dell’azione ma della scrittura per conquistare Cordelia, in un raffinato gioco psicologico (che trova soddisfazione nell’immaginazione della conquista, nella possibilità della stessa)che termina con l’abbandono dell’amata.</p>
<p>Le diverse crisi che ad un certo punto rendono un’epoca sull’orlo della decadenza, il vuoto di valori che producono, si riflettono in maniera funzionale nel personaggio del seduttore; si pensi ad esempio alla figura di Andrea Sperelli, protagonista de “Il piacere” di D’Annuzio, di cui lo stesso autore dirà:  <i>“nel personaggio di <strong>Andrea Sperelli</strong> c’è assai di me stesso colto sul vivo”; </i>corruzione, falsità, inganni, vita mondana, amori e sterile ricerca del piacere: al di là della loro condannabilità, non viene espresso altro che la condizione dell’uomo privo di forza morale, di certezze, che si getta nella vita e non conosce la vita, che cerca la gioia e non riesce a trovarla nel proprio tempo.</p>
<p><em>(di Martina Turano, tratto da <a href="http://www.lintellettualedissidente.it/">www.lintellettualedissidente.it</a>)</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/iltalebano.wordpress.com/3360/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/iltalebano.wordpress.com/3360/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=iltalebano.com&#038;blog=16694355&#038;post=3360&#038;subd=iltalebano&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La Signora della Guerra: Emma Bonino</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 09:41:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Talebano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi il Vs. affezionatissimo parlerà di politica. Ma non di Alta Politica, di Visoni di Rinascita per il Paese o di Kulturkampf. No, oggi parlerò di un argomento basso e triste. [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=iltalebano.com&#038;blog=16694355&#038;post=3356&#038;subd=iltalebano&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iltalebano.files.wordpress.com/2013/05/emma-bonino-aborto.jpg"><img class="size-full wp-image-3358 aligncenter" alt="emma-bonino-aborto" src="http://iltalebano.files.wordpress.com/2013/05/emma-bonino-aborto.jpg?w=470&#038;h=312" width="470" height="312" /></a></p>
<p>Oggi il Vs. affezionatissimo parlerà di politica. Ma non di Alta Politica, di Visoni di Rinascita per il Paese o di Kulturkampf. No, oggi parlerò di un argomento basso e triste. Parlerò del Governo Letta e nello specifico di uno dei suoi componenti.</p>
<p>Parecchi amici e conoscenti all&#8217;alba della composizione del nuovo governissimo Letta, malgrado la comprensibile iper-incazzatura per lo squallore del compromesso tra PD e PDL, esprimono attestati di stima per la figura di Emma Bonino. “Da sempre impegnata nella difesa dei diritti civili”, ”Una donna che ha sempre lottato per i più deboli”, “Avercene di persone così al governo, una donna attenta ai problemi dei paesi più poveri!” Queste sono alcune delle perle di crassa ignoranza che il Vs. Ayatollah ha sentito proferire negli ultimi giorni.</p>
<p>Ma facciamo una veloce carrellata divisa in tematiche sulle sentenze espresse da questo licantropo abortista che occupa ed occuperà il Ministero degli Esteri Italiano.</p>
<p><strong>Emma e l&#8217;Afghanistan</strong>. Sul suo sito internet troviamo la seguente comunicato stampa a sostegno dell&#8217;invasione e occupazione dell&#8217;Afghanistan: ”<em>Oggi l’Afghanistan ha un Presidente, un Parlamento e 34 Consigli provinciali eletti direttamente. Il processo di transizione istituzionale e democratica è concluso”. Così Emma Bonino, a capo della missione di osservazione elettorale dell’Unione Europea, racconta da Kabul le elezioni del 18 settembre. “Certo, a parte una maggiore libertà individuale, la qualità della vita degli afghani non è migliorata”. Insomma: la guerra è servita o no? “L’intervento armato ha messo fine a uno dei regimi più repressivi, sanguinari e grotteschi: quello Talebano. [...] Un’occasione militare può condurre alla democrazia? “In linea teorica sì, anche se nel caso dell’Afghanistan non si può parlare di occupazione: qui c’è una forza multinazionale. Ma non ne farei un problema ideologico. In Germania e in Italia il processo democratico è cominciato </em><em>sotto “occupazione”…. Il problema è l’applicazione pratica di questo processo” Interessante eh!? Seguendo poi con questo:”Quali sono allora le motivazioni per cui dovremmo andarcene? Solo quelle ideologiche? Io credo che un Paese che vuole crescere sulla scena internazionale deve prendersi la responsabilità di non abbandonare a metà strada una nazione che sta cambiando”. “Chi non vuole vedere il cambiamento – insiste Bonino – lo fa solo per motivi ideologici. Basta fare uno sforzo e parlare con la gente per vedere cosa c’è di diverso rispetto al passato: non tutto è risolto, ma almeno le donne vanno a lavorare e i ragazzini a scuola. Ci vorrà una generazione per arrivare a progressi completi, sono processi lenti</em>”.</p>
<p><strong> Emma e l&#8217;Iraq</strong>. Famose anche le dichiarazioni apologetiche sulla guerra di invasione all&#8217;Iraq: <em>”Io credo che non ci fosse alternativa per sconvolgere la rete terroristica: se mandiamo il messaggio che dopo le torri di New York possono bombardare, senza colpo ferire, anche il Colosseo e la Torre Eiffel, non ci dà sicurezza”</em>. Per restare sul tema ma riferendosi alle manifestazioni di mezzo mondo contro l&#8217;illegittima guerra a<br /> Saddam la paladina dei diritti civili Emma aggiunge sul Messaggero: ”<em>I manifestanti sono degli irresponsabili. Non si può pagare oggi per il peccato originale di un anno fa</em>”.</p>
<p> <strong>Emma e Israele</strong>. Rimasta negli annali una sua dichiarazione sulla “Operazione Piombo Fuso”: la carneficina della popolazione di Gaza (1200 morti, tra cui 400 bambini) “conseguente” al lancio di otto(!) razzi Kassam (che avevano fatto ZERO vittime) per protestare contro la continua spoliazione della Palestina. La nostra Missionaria per la difesa dei popoli più deboli afferma: “<em>Hamas si è comportato in modo irresponsabile, anche rispetto ai palestinesi, quando ha deciso l’escalation militare che ha generato le reazioni israeliane che vediamo. E se per alcuni l’operazione “Piombo fuso” è sproporzionata, lo è altrettanto il lancio di migliaia di razzi (ricordiamo 8 razzi Kassam N.d.r.) in reazione ad un embargo economico</em>.”</p>
<p><strong>Emma e la Libia</strong>. E come dimenticare il testo del messaggio della nostra Novella Madre Teresa – allora vicepresidente del Senato – a tutti i Senatori. “<em>Cari colleghi, vi invio un gruppo di video relativi alla drammatica situazione di queste ore in Libia; in particolare viene testimoniata la presenza di molti mercenari assoldati dal Regime e impegnati in azioni di dura repressione contro la popolazione libica. Credo che tutto questo debba convincerci che non esiste più alcuna ragione per mantenere in vita l’accordo “di amicizia” con la Libia ovvero con chi è responsabile di questa spietata repressione della propria popolazione</em>.” I <a href="www.radioradicale.it/i-video-inviati-daemma-bonino-ai-senatori-italiani-sulle-atrocita-in-libia" target="_blank">video</a>, ovviamente, dimostravano esattamente il contrario di quello che la Bonino diceva, ma servirono, insieme alla interpellanza parlamentare del 24 marzo 2011, e alla dichiarazione della Bonino a garantire l’entrata in guerra del nostro Paese contro la Libia.</p>
<p><strong>Emma e la Siria</strong>. Non si fa mancare nulla la nostra Emmona nazionale. Dopo avere, per mesi, capitanato la campagna per la liberazione della blogger siriana Amina Abdallah Arraf al Omari, rivelatasi poi un personaggio totalmente inventato, la Bonino si è distinta per il suo appoggio ai “ribelli” inquadrati nel il Free Syrian Army foraggiati dal nostro governo, dalla Nato e dalle Petromonarchie FiloAmericane. Appena insediatasi alla Farnesina, ecco sulla Home Page del ministero degli Esteri la priorità del governo italiano sul tema Siria: “<em>…l’urgenza di un sempre più profilato impegno della comunità internazionale per accelerare una soluzione politica della crisi siriana con l’uscita di scena di Assad, a fronte dei rischi di destabilizzazione dell’area e delle gravissime conseguenze umanitarie del conflitto</em>”. In poche parole: Guerra.</p>
<p>Di fronte a questo licantropo che sembra uscito dal peggiore romanzo di Lovecraft e infesta adesso la farnesina rispondo con una citazione presa da un&#8217;opera cinematografica: “Guerra nessuno fa grande” Maestro Yoda, Star Wars.</p>
<p>In Verità io vi dico: rende certamente qualcuno più ricco!</p>
<p><em>L&#8217;Ayatollah</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/iltalebano.wordpress.com/3356/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/iltalebano.wordpress.com/3356/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=iltalebano.com&#038;blog=16694355&#038;post=3356&#038;subd=iltalebano&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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